Strategia Per Risolvere i Problemi Di Sceneggiatura.

By | ottobre 10, 2015

Risolvere problemi di sceneggiaturaI problemi non mancano mai quando si passa dall’ispirazione per una storia alla sceneggiatura vera.

E quello che getta nello sconforto la maggior parte degli sceneggiatori è che sanno che c’è un problema ma non sanno quale. Non riescono a definirlo, a descriverlo. Avvertono solo un certo disagio rileggendo le loro scene, un peso sullo stomaco, qualcosa che li fa fumare nervosi e passeggiare sù e giù.

Sento che qui la storia è un pò… sfuocata”, “Il mio protagonista mi sembra un pò… debole”, “Questa scena mi sembra molto …fumosa” – mi dicono.

E poi abbandonano tutto pensando di star perdendo tempo su un’idea sciocca.

Quella che perdono invece è l’occasione di scrivere una grande sceneggiatura.

La strategia per risolvere i problemi di sceneggiatura inizia sempre con l’abilità di riconoscerli.

Sapere dove andare a stanarli e usarli come un’occasione di rivedere (…o più spesso riscrivere) la sceneggiatura e portarla a un livello più evoluto,

Molti sceneggiatori hanno la sindrome dello struzzo. Si accorgono di avere una scena o un dialogo con un problema ma fanno finta di nulla e ci girano intorno sperando che nessuno se ne accorga. Purtroppo per loro la sceneggiatura è una cosa così organica e interdipendente che quando c’è un’imprecisione in un personaggio, in una scena o in una sequenza questa finisce per guastare tutto quello che segue e non c’è più modo di risolvere.

I problemi di sceneggiatura sono sempre e solo in almeno uno di questi elementi: Personaggi – Struttura – Trama.

Non serve guardare altrove. E’ necessario iniziare chiedendosi COSA non funziona, COSA si cerca di risolvere, COSA andrebbe riscritto. E’ importante iniziare ogni domanda con Cosa e non con Perchè (“Perché questa scena è troppo lenta?“) in modo da obbligarsi a ottenere una risposta specifica e ben definita, invece che una miriade di risposte che confondono ancora di più (se conoscessimo davvero il “Perchè” non avremmo bisogno di sapere altro, no?).
Una volta identificato il problema di sceneggiatura occorre localizzarlo nella linea narrativa, nello schema della storia.

Tutte le storie hanno in comune una struttura divisa in tre parti (anche non in questo ordine): un inizio, dove si presentano i personaggi e si rivela quello che vogliono ottenere nel corso della storia, una parte centrale dove i personaggi superano degli ostacoli per raggiungere il loro obiettivo e una parte finale che vede la risoluzione, nel bene o nel male, del conflitto che ha spinto i personaggi all’azione. Quindi il problema dove è? Non si spiega bene all’inizio di cosa parla la storia e di cosa ha bisogno il protagonista, e quindi non si riescono a creare poi degli ostacoli forti? Oppure è il finale che sembra avvenire per caso, all’improvviso, senza averlo preparato e esserci arrivati in un crescendo di azioni, svolte e conflitti?

Prima di riuscire a risolvere qualsiasi problema nella sceneggiatura occorre saperlo collocare nel contesto della storia. Senza conoscere a fondo le diverse parti che compongono una storia (…che non sono solo queste tre. QUI ad esempio il paradigma di Syd Field, ma esistono altre teorie con altre divisioni), chiaramente non lo si riesce a localizzare.

Una cosa è certa. Quando sappiamo quali sono i problemi di sceneggiatura e siamo riusciti a individuarli chiaramente nel nostro schema della storia, l’unico modo di affrontare concretamente il problema, è iniziare a riscrivere tutto da capo.

Qualunque sia il problema nella sceneggiatura (un dialogo o un’intera sequenza di cinquanta pagine) difficilmente si risolve con piccole correzioni localizzate. Probabilmente ci sarà poi da riscrivere completamente anche la parte che viene subito prima o subito dopo. Non sarebbe strano essere costretti a ripensare e riorganizzare, che significa riscrivere, un centinaio di pagine per risolvere definitivamente un problema, e ottenere una sceneggiatura che finalmente gira alla perfezione.

E’ nella natura stessa dello scrivere sceneggiature che non sia mai la prima scrittura ma le successive riscritture a trasformarla da una buona sceneggiatura in una grande sceneggiatura.  

Nessuno che non sia disposto a scrivere e riscrivere totalmente decine e decine di stesure dovrebbe mai avventurarsi in una sceneggiatura. Basta sapere cosa riscrivere e basta che ogni riscrittura migliori la sceneggiatura e faccia la differenza tra vendere una sceneggiatura e ricevere l’ennesima lettera di “cortese rifiuto”.

Sfortunatamente questo succede molto molto di rado.

Il più delle volte gli sceneggiatori, se non sono padroni degli elementi fondamentali della sceneggiatura, se il problema che non la faceva funzionare non è stato ben definito e analizzato prima di iniziare a riscrivere, iniziano con lo scrivere una sceneggiatura anche con delle buone basi di partenza ma che poi peggiora e diventa sempre più confusa a ogni riscrittura, perdendo per strada tutto il senso e la magia della storia iniziale.

Un punto in più a favore di uno studio meticoloso, infinito e profondo della tecnica di scrittura della sceneggiatura e a sfavore di chi intende iniziare a scrivere senza nessuna preparazione, guidato solo dalla “Musa” dell’ispirazione dopo aver letto un paio di paginette su – Come Scrivere Una Sceneggiatura – su internet.

Sì, compreso questa…

 

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